Dixit in codice

Arriviamo in sede Falchett presto, nelle buste dell’ikea twilight struggle, axis & allies e cattive intenzioni. Spiego twilight struggle a due wannabe superpotenze, una si defila e finisco di spiegare il gioco alla rimanente platea, si giocherà un’altro giorno.

Intanto Maso inizia a preparare l’Europa alla guerra.

Arriva il panino kebab al metro, venticinque centimetri a testa, non mi faccio scrupoli ad uscire battute sagaci alludendo a benaltri centimetri. Il pubblico è freddo e non recepisce. Mah.

Intanto arrivano altri tradatesi.

Spiegazione di A&A tutti pronti per giocare quando succede il patatrack. Basta una mossa per allagare l’europa. Un bicchiere d’acqua rovesciato sulla plancia allaga le truppe nazifasciste. Il pronto intervento delle forze d’azione scottex e canovaccio evita l’irrimediabile rogonfiamento della plancia, ma ammazza irremedia irrimiirrrime (esticazz) irrimediabilmente il laborioso setup. Tiriamo fuori le lame e ringraziamo per il servizio offerto*.

Tiriamo fuori andor. Tabellone lato caverne, obiettivo collezionare gemme. Il gioco si rivela ostico perchè i puzzilli demoniaci si muovono veloci e sono destinati a raziare il malloppo con una velocità assurda.

Anche qui il setup dura piú del gioco, a breve finisco arrostito tipo arrosticino alla sagra del montone di Roseto degli Abruzzi sulla griglia di mbare Antonio. Cotto al punto giusto. Seguito da tutti gli altri.

Dixit in codicePer chiudere la serata con poche bestemmie, perchè non giocare a nome in codice? Però visto che c’era perchè non unirlo a dixit? Dixit in codice! Al posto delle 25 carte con le parole di nome in codice si usano le carte di dixit. Panico totale!

  • Nuvole due
  • Martinaaaaahahagahaghgag!!!!!

Nota *: nessun male è stato causato a giocatori acquamuniti. Lamate inserite per dare folklore alla storia.

Failure is not an option

Parto da una Milano fredda e grandinante col treno e arrivo alla stazione di Tradate che fa un caldo boja. Una camminata di dieci minuti inerpicandomi sulla collina, mi dirigo alla centrale operativa Istituto Pavoni di Tradate. Obiettivo della serata: riportare il culo di James Lovell, John L. Swigert e Fred W. Haise a terra, possibilmente sani e salvi.

DSCF4621 Andrea Crespi ci fa un breefing della missione “Apollo 13“, quindi ci si siede alla plancia di comando. Il numero 13 é risaputo, porta sfiga, se poi si decide di far partire un razzo per la luna il giorno 13 alle ore 13.13 significa proprio tirarsela e meritarsela tutta la sfiga. L’ansia é al top giá nel periodo di preparazione e i livelli di stress il giorno del lancio sono giá su un buon livello. I primi momenti della missione sono giá critici, ma il disastro avviene quando scoppia il serbatoio di combustibile. Da li in poi é tutto un rincorrere il gioco, vittime degli eventi riusciamo a malapena far rientrare il problema del serbatoio quando una serie di sfighe fanno andare alla deriva il razzo irrimediabilmente.

Per fortuna che non eravamo realmente noi a guidare le sorti dell’Apollo XIII, noialtri eravamo riuniti intorno ad una plancia e dei mazzetti di carte a impersonificare gli ingegneri di Huston rivivendo quei giorni con una fantastica simulazione creata da Andrea.
Pur trattandosi di un gioco cooperativo l’ansia della missione si sente fortemente, sopratutto grazie all’uso della clessidra che entra in gioco proprio quando la situazione si fa complicata. Le illustrazioni e foto dell’epoca aggiungono un tocco interessante al gioco, sopratutto sottolineando il fatto che tutte le carte sono fatti realmente avvenuti.

La serata “Failure is not an option” é stata organizzata dalle associazioni “In Ludo Veritas” (associazione ludica di varese) e “Ex_Tra” (associazione di ex studenti delle scuole Pavoni di Tradate).
É stata una serata molto interessante, e farsi spiegare le regole del gioco direttametne dall’autore non é cosa di tutti i giorni 😉

La Calata degli Unni Pino Mugo Ediscion

Gli unni, tana dei goblin di Lodi, ha organizzato per il secondo anno la Calata degli Unni, una convenscion a base di giochi da tavolo e Pino Mugo.

É stato un week end straordinario, i titoli giocati sono stati tanti, la Locanda Bonardi é stata super accogliente con la gentilezza dello staff, con i suoi manicaretti e la SPA era fantastica, ed sopratutto é stato bello conoscere e rivedere tanti goblins!

Grazie a tutti per questa fantastica esperienza, sia ai compagni di gioco abituali Cy, Marty, Cemba, sia ai nuovi amici trovati.

Senza idugio elenchiamo un po’ i giochi giocati!

Panorama

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Zombicide 17/04/2016

Fortress America

fortress-america-1 Ieri ho finito la prima partita in solitario di “Fortress America”. É un gioco da tavolo anni ’80 – piena guerra fredda – che rispecchia in pieno il clima del tempo.

In un futuro alternativo il mondo é diviso in 4 blocchi: un americano e 3 blocchi comunisti. Quando il blocco americano sviluppa un sistema di difesa/attacco basato su laser gli stati comunisti decidono di attaccare gli stati uniti. Scopo dei comunisti é quello di conquistare almeno 18 cittá strategiche, mentre gli americani devono resistere per 10 turni.

fortress-americaIl gioco é avvincente anche giocato in solitaria, prendendo per ogni turno le parti di comunisti e americani, decidendo le tattiche migliori momento per momento. La partita é durata due giorni, giocando un paio d’ore a giorno, un’eternitá rispetto ai giochi a cui sono sono abituato. Gli ultimi turni, prendendoci un po’ la mano, sono durati molto meno dei primi. Con un po’ di pratica una partita potrebbe durare 2/3 ore o meno se i comunisti riuscissero a terminare la partita prima dei 10 turni.

Credo proprio che nel pomeriggio mi faró un’altra partita! 😀

I Coloni di Catan

Terra in vista!!!!

I “Coloni di Catan” sono un giuoco in scatola molto molto faigo.

Avete mai giocato a Travian? Toglieteci i combattimenti, metteteci risorse in piú, riducete il gioco ad un’oretta e avete piú o meno ottenuto i Coloni! Solo che i Coloni di Catan sono stati fatti molto prima, tipo nel ’95.

i coloni di catanSi gioca che ogni giocatore é un gruppo di coloni che é arrivato sull’isola di Catan (mavah?). Chi arriva per primo ai 10 punti vita diventa il dominatore dell’isola e vince.

Questi punti vita si guadagnano costruendo colonie, cittá e collezionando carte edifici come mercati, biblioteche, universitá e cosí via.
Per costruire bisogna collezionare risorse (legna, rocce, lana, argilla, grano) minando i terreni intorno alle colonie e alle cittá (tiri di dado) o facendo scambi con i giocatori o scambi marittimi.

Il primo giro di gioco non é entusiasmante, le regole sono tante e alcune non banali – oltre al normale foglietto di regole c’é anche un libretto almanacco – ma giá dal secondo giro vi assicuro che inizia ad essere tutto piú chiaro e coinvolgente.

Buona giocata! 🙂