webete – il neologismo che non era

Ieri il buon Enrico Mentana ha dato del “webete” ad uno dei tanti ebeti del web.

webete

In molti hanno iniziato a sorridere a questo neologismo. Peccato che neologismo non é, ha quasi 15 anni, quando l’elite dell’internet indicava come webeti quelli vivevano il mondo di internet unicamente sul web, ignorando completamente irc, newsgroups, protocolli mail e in generale la differenza tra “internet” e “web”.

Dopo tutto, vent’anni dopo, ad oggi molti ignorano che esiste un web oltre ai social.

Approfondimenti:
http://xmau.com/gergo/w.html

Piani di Rocchetta 2016

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Warcraft – l’inizio

warcraftWarcraft, non World of Warcraft!

Al cinema ci vado raramente, sono poco interessato alle novitá cinematografiche, peró su WarCraft III ci ho passato non poche ore, quindi mi sono deciso che era il caso di vederlo. Poi con lo sconto del mercoledí al cimitero multisala di Tradate era praticamente obbligatorio andarci.

wp-1466093337595.jpgLa grafica a tratti é impressionante, gli orchi sono fantastici, i passi avanti rispetto ai tempi dei titoli come il Sigore degli Anelli ci sono eccome. In altri momenti sembrano veramente fatti a cazzo, la fonte di mana é fatta non dico male. peggio.
Mi dispiace veramente non averlo visto in 3D, ma non é giá piú in programmazione 🙁 .

Per Roccavento!

Dixit in codice

Arriviamo in sede Falchett presto, nelle buste dell’ikea twilight struggle, axis & allies e cattive intenzioni. Spiego twilight struggle a due wannabe superpotenze, una si defila e finisco di spiegare il gioco alla rimanente platea, si giocherà un’altro giorno.

Intanto Maso inizia a preparare l’Europa alla guerra.

Arriva il panino kebab al metro, venticinque centimetri a testa, non mi faccio scrupoli ad uscire battute sagaci alludendo a benaltri centimetri. Il pubblico è freddo e non recepisce. Mah.

Intanto arrivano altri tradatesi.

Spiegazione di A&A tutti pronti per giocare quando succede il patatrack. Basta una mossa per allagare l’europa. Un bicchiere d’acqua rovesciato sulla plancia allaga le truppe nazifasciste. Il pronto intervento delle forze d’azione scottex e canovaccio evita l’irrimediabile rogonfiamento della plancia, ma ammazza irremedia irrimiirrrime (esticazz) irrimediabilmente il laborioso setup. Tiriamo fuori le lame e ringraziamo per il servizio offerto*.

Tiriamo fuori andor. Tabellone lato caverne, obiettivo collezionare gemme. Il gioco si rivela ostico perchè i puzzilli demoniaci si muovono veloci e sono destinati a raziare il malloppo con una velocità assurda.

Anche qui il setup dura piú del gioco, a breve finisco arrostito tipo arrosticino alla sagra del montone di Roseto degli Abruzzi sulla griglia di mbare Antonio. Cotto al punto giusto. Seguito da tutti gli altri.

Dixit in codicePer chiudere la serata con poche bestemmie, perchè non giocare a nome in codice? Però visto che c’era perchè non unirlo a dixit? Dixit in codice! Al posto delle 25 carte con le parole di nome in codice si usano le carte di dixit. Panico totale!

  • Nuvole due
  • Martinaaaaahahagahaghgag!!!!!

Nota *: nessun male è stato causato a giocatori acquamuniti. Lamate inserite per dare folklore alla storia.

Failure is not an option

Parto da una Milano fredda e grandinante col treno e arrivo alla stazione di Tradate che fa un caldo boja. Una camminata di dieci minuti inerpicandomi sulla collina, mi dirigo alla centrale operativa Istituto Pavoni di Tradate. Obiettivo della serata: riportare il culo di James Lovell, John L. Swigert e Fred W. Haise a terra, possibilmente sani e salvi.

DSCF4621 Andrea Crespi ci fa un breefing della missione “Apollo 13“, quindi ci si siede alla plancia di comando. Il numero 13 é risaputo, porta sfiga, se poi si decide di far partire un razzo per la luna il giorno 13 alle ore 13.13 significa proprio tirarsela e meritarsela tutta la sfiga. L’ansia é al top giá nel periodo di preparazione e i livelli di stress il giorno del lancio sono giá su un buon livello. I primi momenti della missione sono giá critici, ma il disastro avviene quando scoppia il serbatoio di combustibile. Da li in poi é tutto un rincorrere il gioco, vittime degli eventi riusciamo a malapena far rientrare il problema del serbatoio quando una serie di sfighe fanno andare alla deriva il razzo irrimediabilmente.

Per fortuna che non eravamo realmente noi a guidare le sorti dell’Apollo XIII, noialtri eravamo riuniti intorno ad una plancia e dei mazzetti di carte a impersonificare gli ingegneri di Huston rivivendo quei giorni con una fantastica simulazione creata da Andrea.
Pur trattandosi di un gioco cooperativo l’ansia della missione si sente fortemente, sopratutto grazie all’uso della clessidra che entra in gioco proprio quando la situazione si fa complicata. Le illustrazioni e foto dell’epoca aggiungono un tocco interessante al gioco, sopratutto sottolineando il fatto che tutte le carte sono fatti realmente avvenuti.

La serata “Failure is not an option” é stata organizzata dalle associazioni “In Ludo Veritas” (associazione ludica di varese) e “Ex_Tra” (associazione di ex studenti delle scuole Pavoni di Tradate).
É stata una serata molto interessante, e farsi spiegare le regole del gioco direttametne dall’autore non é cosa di tutti i giorni 😉