Un inizio burrascoso

Alor Steel guarda attento il proprio viso riflesso sullo specchio d’acqua. La mascella serrata, un gesto preciso e l’ago disegna il primo punto di sutura. Poi un altro. Poi un terzo. Il taglio sul sopraciglio ora e’ chiuso.

“Fanculo”, ringhia tra i denti scatarrando un grumo di sangue nel laghetto.

Sono passati orami sei mesi da quando ha lasciato i campi di grano vicino Ansburg. La vita del villaggio rurale gli e’ sempre andata stretta, poi, anni orsono, due templari vennero ospitati in casa sua, e lui inizio’ a sognare di viaggiare per il Thedas, vivere avventure. I racconti dei due gli stimolarono la fantasia fino a fargli decidere di scappare di casa dopo aver rubato la vecchia spada arrugginita ricordo del nonno e alcuni unguenti usati dalla madre guaritrice.

Sei mesi, dunque. E in questi sei mesi cosa ha combinato? Poco e niente. Viaggiare senza denaro si e’ rivelato piu’ difficile di quanto pensasse: procacciare con la fionda il cibo necessario gli occupa alcune ore al girono, il resto del tempo lo passa a camminare.
La cosa piu’ emozionante e’ stato tentare di salvare quella donna insidiata da tre nerboluti banditi, ma e’ riuscito solo a peggiorare la situazione. I tre bifolchi hanno reagito male all’intromissione e hanno pestato in malo modo lui e la donna. Svenne. Il risveglio fu’ terrribile. Sentiva dolore ovunque, aveva lividi su tutto il corpo e un occhio era incrostato di sangue sgorgato da un brutto taglio sul sopraciglio. Della donna nessuna traccia.
Con un nodo alla gola guardo’ nella sacca. Sparito tutto. I preziosi unguenti, i pochi soldi raccimolati vendendo selvaggina nelle citta’ di strada, le armi. Era rimasto solo un ago con cui cucirsi i tagli.

Mentre l’acqua del lago si calma il suo volto riprende forma e cosi’ anche la sua mente si calma e inizia a prender consistenza un’idea: tornare a casa.
Aveva solo bisogno di rimettersi in sesto. Denaro, provviste, qualcosa con cui cacciare. E gia’ lo stomaco brontola per fa fame.