Alla scoperta della Sfinge della Valganna

Prima di parlarvi della Sfinge della Valganna devo parlarvi del Geographical Research Association (GRA) e della sua “costola” piú ludica, la Geographical Research Academy, due realtá ONG che mi hanno veramente colpito.

Li presento utilizzando il credo del GRA:

Credo nella vita. Credo nel pensiero sincero e condiviso, credo nell’idea degna, credo nella differenza e nel coraggio, credo nell’agire. Credo di essere parte di una nuova realtà nata per donare una nuova consapevolezza.

Il GRA é un’associazione Bustocca, nata dall’idea di aiutare ogni ente, associazione, studioso meritevole nel raggiungimento dei propri obiettivi, fornendogli i mezzi necessari per approfondire i propri studi e le proprie ricerche. Geographical Research gestisce esplorazioni geografiche in zone conosciute o remote del nostro pianeta, supporta ricerche multi-disciplinari con risorse e tecniche innovative, offrendo la propria collaborazione per la realizzazione di progetti di ricerca, studio e sviluppo, atti a generare risorse per il sostegno della vita.

L’academy invece si occupa di attivitá sportiva. L’idea é quella di raccogliere fondi per aiutare il GRA nella sua mission facendo scoprire la natura e il gusto dell’avventura a chiunque attraverso piccole avventure, esplorazioni, corsi di bushcrafting (simil-sopravvivenza) ed altre attivitá.

E proprio con Michael Bolognini (il CEO del GRA), io, la Cy e gli amici Swat, Cekka, Claudia e Paolo, abbiamo passato una splendida avventura in una miniera!

La Sfinge della Valganna é una miniera abbandonata su cui girano strane ed inquietanti voci di fantasmi, per cui non é difficile trovare curiosi ed “espertoni” di paranormale che gironzolano con strani strumenti ectoplasmosi per verificare teorie strampalate.

In realtá si stanno facendo anche studi seri sulla storia e sulla conformazione delle gallerie. Alla fine del tunnel principale stanno facendo in questo periodo degli studi subaquei su un pozzo e continuano ad esplorare il complesso sistema di gallerie alla ricerca di una possibile uscita.

L’esplorazione

Michael ci ha fornito tutto il necessario: caschetti, luci e strumenti per misurare temperature, umiditá e ammenicoli (seri) vari.

Dopo aver camminato qualche minuto nella galleria principale abbiamo fatto il battesimo del buio. Luci spente e silenzio assoluto rotto solo dalle gocce d’acqua sulla roccia per contemplare il buio e se stessi per qualche minuto.

Dopodiché siamo andati avanti fino alla fine del tunnel arrivando al serbatoio in cui stanno facendo le loro ricerche i sommozzatori. Da li o ci si mette una muta o si torna indietro!
Sembravano passati 10 minuti, inviece eravamo dentro da quasi 45!

Non paghi dell’avventura, é iniziata la parte piú divertente. Esplorare!

Siamo tornati indietro e lasciato zaini e macchine fotografiche in una nicchia.
Da li il tutto non sarebbe stato piú cosí agevole ed é stato meglio essere il piú liberi possibili.

Noi decidavamo dove andare e Michael faceva di tutto per farci andare in sicurezza. Siamo strisciati in tunnel strettissimi, abbiamo passato punti difficili ed utilizzato corde fisse per agevolarci in discese e salite complicate.

Durante l’esplorazione ci ha anche passato un sacco di informazioni sulla speleologia, geologia, subaquea e su come muoversi in sicurezza in questi ambienti. É stato veramente interessante e formativo.

Siamo usciti luridi ma felici!

E dopo l’esplorazione: aperitivo! Birra Poretti, pizzette e sopratutto (gnam) pescetti fritti per tutti! 😛

Fatelo anche voi!

Me lo sento proprio di consigliarvelo: fatelo anche voi!
Oltre che vivere un’avventura come poche finanziate il progetto GRA!

Io non vedo l’ora di vivere la prossima adventure!

Foto

esploratori