Gli Sdraiati

Gli sdraiati sono i 19enni di oggi che vivono trascinandosi con le Sneakers e le braghe mezzo abbassate dal divano alla cucina, seminando disordine ovunque.

Il mondo degli sdraiati viene visto dagli occhi di Michele Serra, giornalista, ma sopratutto padre divorziato, che si trova a combattere con un'entità che non è più infante e non ancora adulto.

Il confronto avviene non solo tra lui e il figlio, ma tra il figlio e tutte le generazioni passate, identificando in questa generazione, una generazione che non ha mai visto la guerra, uno spartiacque secolare tra tutte le generazioni passate e future.

Ma il figlio, nella sua strafottenza, è in grado di affascinare il padre, riporto un capitolo molto interessante:

Ti ho chiesto: “Come mai sei abbronzato?”.

Mi hai detto: “Sono stato sul tetto della scuola a prendere il sole”.

Stavo per dirti che è vietato. Che è pericoloso.

Per fortuna non te l’ho detto. Mi ha trattenuto il dubbio di opporre a un tuo atto insolito un giudizio troppo solito. Più ancora, mi ha trattenuto la sorpresa. Sono rimasto in silenzio. Ti sei alzato da tavola e te ne sei andato.

Ti ho raggiunto nella tua stanza. Ti ho chiesto: “Ma eri da solo o con altri tuoi amici?”.

Mi hai detto: “Da solo. Quando non ho voglia di stare in classe e il tempo è bello, spesso vado sul tetto a fumarmi una paglia e a guardare le nuvole”.

Da solo a prendere il sole sul tetto della scuola. Mi piace. Anche se fosse una balla – una delle tante che mi racconti – mi piace. Non che conti molto, per te, il fatto che mi piaccia o non mi piaccia. Peggio: se mi piace, rischia di smettere di piacerti. Così mi guardo bene dal comunicare approvazione per questo tuo stravagante interludio. Però lo trattengo nei pensieri, ne conservo l’immagine. Non solo perché è un raro reperto della tua vita misteriosa. Ma perché è un indizio interiore. Racconta una vocazione alla solitudine e al silenzio.

Il libro vale veramente la pena di essere letto, da parte mia mi sono ritrovato in parte nella figura del figlio (dopo tutto l'autore è l'incrocio di molti figli, il peggio di ognuno), ma credo che anche un padre si possa riconoscere nella figura di Michele.

Voto: 4/5

Buona lettura!