Perché la vicenda passaporto è l’emblema dell’Italia da operetta (reprise)

Questo articolo di Matteo Borghi é il tipico articolo che non é importante quello che si dice, l’importante é dire qualche cosa contro.

Le stesse motivazioni che Matteo porta contraddicono quello che lui stesso dice. É ovvio che bisogna togliere da una parte per mettere dall’altra, ci sará sempre qualcuno che ci “smena”, bisogna vedere chi.

Diminuendo una tassa su ogni uscita dall’unione europea, aumentando quella una tantum si avvantaggia chi (magari per lavoro) deve viaggiare spesso. Di contro se una famiglia non viaggia é anche inutile che abbia il passaporto. Io non ho mai avuto un passaporto, mi sono sempre mosso all’interno dell’UE e non ne ho mai sentito il bisogno.

Nuovamente si parla del “bonus 80 euro”. Anche in questo caso mi sento di spezzare una lancia in favore dell’iniziativa. É vero, colpisce le famiglie che risparmiano, ma ancora di piú colpisce chi muove e specula su enormi capitali, quelle persone contro cui i movimenti “Occupy wall street”, gli “indignados” e altri si scagliavano al grido “we are 99%”.