Sentimenti sui social network

A quanto pare facebook ha tentato un esperimento: nel 2012 per un paio di settimane ha manipolato lo stream di alcune persone mettendo in evidenza stati e immagini che si riferissero ad uno stato d’animo piuttosto che ad un altro per studiare la reazione degli utenti.

É emerso che effettivamente gli utenti sono effettivamente influenzati dal social network: se abbiamo la certezza di essere in un mondo felice siamo portati ad essere piú felici anche noi; se i nostri amici sono tristi o arrabbiati ci comporteremo di conseguenza.

Questo studio é particolarmente affascinante sopratutto da un punto di vista politico: cosa succederebbe se un partito, un governo o un regime obbligassero o finanziassero un social network per mettere in risalto una certa notizia?

In questo caso non si parlerebbe di censura, tutte le notizie continuerebbero a diffondersi nella rete, alcune piú velocemente delle altre.

In realtá giá ora viviamo in una bolla, veniamo profilati costantemente da social network e da motori di ricerca, in questo modo possono offrirci contenuti che rispecchiano maggiormente i nostri pensieri e i nostri bisogni.

Ad esempio se facciamo una ricerca su un argomento d’attualitá, google ci proporrá tra i risultati la notizia di un giornale che rispecchia le nostre idee politiche.

Per difendermi da questa bolla io utilizzo come motore di ricerca Duck Duck Go che non profila i propri utenti ed offre risultati neutrali, se l’utente lo desidera puó richiedere risultati scelti per la propria lingua, nulla di piú. Su facebook invece imposto “Most recent” sul News Feed al posto di “Top Stories”. Con twitter il problema non sussiste perché é giá uno stream strettamente temporale.